Cosa si misura, perché, e perché una volta sola non basta
Diagnosticare un glaucoma non significa misurare la pressione dell'occhio. Quel dato da solo è insufficiente: esistono glaucomi che progrediscono con valori apparentemente normali, e persone con pressione elevata che non svilupperanno mai la malattia.
Quello che serve è mettere insieme informazioni diverse — quanto tessuto nervoso è rimasto, quanto si vede davvero, com'è fatto l'occhio — e soprattutto seguirle nel tempo. Nel glaucoma la diagnosi non sta quasi mai in un singolo valore fuori norma: sta in un cambiamento documentato fra un esame e il successivo.
Per questo l'obiettivo della prima visita, in una persona senza sintomi, non è dire "c'è" o "non c'è". È stabilire un punto di partenza a cui confrontare tutti i controlli successivi.
Il contesto
Misura lo spessore della cornea, attraverso cui la pressione viene stimata. Senza questo dato il valore della pressione resta ambiguo. Si esegue una volta sola.
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La pressione
Misura la pressione interna dell'occhio, l'unico fattore di rischio su cui si può intervenire. Il riferimento resta l'applanazione di Goldmann: gli altri metodi si confrontano con quello.
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Il meccanismo
Permette di guardare l'angolo di deflusso, altrimenti invisibile. Stabilisce se il glaucoma è ad angolo aperto o chiuso: da lì dipende quale trattamento è praticabile.
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Il nervo
L'osservazione diretta della testa del nervo ottico, dove la malattia si manifesta. È l'esame clinico su cui si fonda la diagnosi, e nessuno strumento lo ha sostituito.
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La struttura
Misura lo spessore delle fibre nervose con precisione di pochi micron. Dice quanto tessuto è rimasto. È oggettivo, rapido e non tocca l'occhio, ma nelle fasi avanzate perde sensibilità.
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La funzione
Misura quanto si vede in ogni punto dello spazio visivo. Dice a cosa serve, nella vita reale, il tessuto rimasto. È soggettivo, quindi richiede ripetizioni per essere affidabile.
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Anche vecchi, anche fatti altrove, anche se pensi siano superati. Nel glaucoma un esame di cinque anni fa vale più di uno nuovo: è il termine di paragone.
Una prima visita completa è più lunga di una visita oculistica ordinaria, perché comprende più esami strumentali oltre alla valutazione clinica.
Se durante la visita viene dilatata la pupilla, la vista resta annebbiata per alcune ore: in quel caso è preferibile non guidare.
Non è un accanimento burocratico: senza una serie di esami confrontabili non è possibile sapere se la malattia è ferma o si sta muovendo.
Una prima visita per il glaucoma serve a stabilire un punto di partenza chiaro, anche — e soprattutto — quando non ci sono sintomi.