Un trattamento ambulatoriale che può sostituire il collirio, non solo affiancarlo
La SLT agisce sul trabecolato, la struttura a maglie attraverso cui l'umore acqueo lascia l'occhio. Nel glaucoma ad angolo aperto questo filtro oppone troppa resistenza, e la pressione sale.
Il laser non buca, non taglia e non brucia: emette impulsi brevissimi che vengono assorbiti selettivamente dalle cellule pigmentate del trabecolato, senza danneggiare le strutture circostanti. Ne segue una risposta biologica che, nell'arco di alcune settimane, migliora il drenaggio.
È questo il significato della parola selettiva, ed è ciò che distingue la SLT dai trattamenti laser di generazione precedente: poiché il tessuto non viene danneggiato in modo permanente, il trattamento può essere ripetuto.
Nel glaucoma ad angolo aperto di nuova diagnosi e nell'ipertensione oculare, come alternativa all'avvio della terapia con collirio.
In aggiunta alla terapia in corso, per guadagnare un ulteriore margine di riduzione pressoria senza aggiungere un altro farmaco.
In presenza di irritazione cronica, allergia o effetti collaterali dei colliri, o quando l'assunzione quotidiana regolare non è realisticamente sostenibile.
Come passaggio intermedio, per verificare se un guadagno pressorio sufficiente sia ottenibile senza entrare in sala operatoria.
La seduta si svolge in ambulatorio e dura pochi minuti. Non serve alcuna preparazione particolare e non è necessario il digiuno.
Oltre al collirio anestetico si instillano un collirio che restringe la pupilla, per esporre meglio le maglie del trabecolato, e un collirio vasocostrittore. Il collirio miotico può dare un lieve mal di testa localizzato intorno all'occhio, per un tempo limitato.
Si appoggia quindi sull'occhio una lente di contatto che consente di vedere l'angolo e di dirigere il laser con precisione. Il paziente resta seduto davanti allo strumento, appoggiato alla mentoniera, e percepisce brevi lampi di luce senza dolore.
Al termine la lente viene rimossa e si misura la pressione dopo un breve intervallo. L'effetto sulla pressione non è immediato: si sviluppa gradualmente nell'arco di alcune settimane, e il controllo viene tipicamente fissato a 6-8 settimane dal trattamento.
Non serve ricovero. La vista può restare annebbiata per qualche ora a causa della lente e del collirio, quindi è preferibile non guidare subito dopo.
Il collirio antinfiammatorio viene prescritto, ma non va usato sistematicamente: si consiglia solo se nei giorni successivi resta un fastidio all'occhio. La terapia ipotonizzante in corso non si sospende di propria iniziativa: si rivaluta al controllo.
Si sviluppa in settimane, non in giorni. Il risultato si giudica al controllo programmato, non nell'immediato.
Poiché il tessuto non viene danneggiato, il trattamento può essere ripetuto a distanza di tempo se l'effetto si riduce.
La SLT è una procedura a basso rischio, ma non è priva di effetti indesiderati e non funziona in tutti i pazienti.
Nelle ore successive la pressione può salire temporaneamente. È il motivo per cui viene misurata prima di lasciare l'ambulatorio. Se risultasse elevata, si possono prescrivere colliri e, se necessario, compresse da assumere per un periodo limitato, per riportarla nella norma.
Un modesto arrossamento e una sensazione di fastidio nei giorni successivi sono comuni e si risolvono con il collirio antinfiammatorio.
Non tutti i pazienti rispondono, e in chi risponde l'entità della riduzione varia. Se il guadagno non è sufficiente si procede con le altre opzioni disponibili.
L'efficacia tende a diminuire negli anni. È un limite atteso, e in molti casi si affronta ripetendo il trattamento.
No. Si esegue con un collirio anestetico e si percepiscono brevi lampi di luce, al più un lieve fastidio dovuto alla lente appoggiata sull'occhio.
In una parte dei pazienti sì, soprattutto quando la SLT viene eseguita come primo trattamento. In altri consente di ridurne il numero. La decisione si prende al controllo, sulla base della pressione ottenuta, mai autonomamente.
È variabile e tende a ridursi con il tempo. Non è un trattamento definitivo, ma è ripetibile.
Sì. È uno dei suoi vantaggi principali: poiché non produce danno permanente al trabecolato, può essere effettuato nuovamente a distanza.
L'indicazione si stabilisce sul singolo caso, dopo aver esaminato gli esami e la storia clinica. Un secondo parere prima di un trattamento è sempre legittimo.