Riaprire il passaggio del liquido negli occhi con angolo stretto
In alcuni occhi lo spazio fra iride e cornea — l'angolo — è particolarmente stretto per conformazione anatomica. In queste condizioni l'umore acqueo, prodotto dietro l'iride, fa fatica a passare in avanti attraverso la pupilla: la pressione dietro l'iride sale e la spinge in avanti, chiudendo ulteriormente l'angolo.
È un meccanismo che si autoalimenta, e può portare a un aumento pressorio improvviso e severo: l'attacco acuto di glaucoma, un'urgenza oculistica con dolore intenso, occhio rosso, calo della vista, aloni intorno alle luci e spesso nausea e vomito.
L'iridotomia interrompe questo circolo creando un microscopico foro nella periferia dell'iride. Il liquido trova una scorciatoia, la pressione fra le due camere si equalizza e l'iride si riappiattisce, liberando l'angolo.
Riscontrato in gonioscopia durante una visita, anche in totale assenza di sintomi. È l'indicazione più comune.
Sull'occhio colpito, una volta risolta la fase acuta, e in genere anche sull'altro, che condivide la stessa conformazione ed è a rischio.
Chi ha avuto un attacco acuto in un occhio ha un rischio elevato di averlo anche nell'altro: il trattamento preventivo è la regola.
Nelle forme in cui il meccanismo di chiusura dipende dall'ostacolo al passaggio del liquido attraverso la pupilla.
La seduta è ambulatoriale e dura pochi minuti. Prima del trattamento si instilla un collirio che restringe la pupilla: mettendo in tensione l'iride ne facilita la perforazione. Si aggiunge un collirio vasocostrittore, per ridurre la possibilità di sanguinamento, e un collirio anestetico. Il collirio miotico può causare temporaneamente un mal di testa.
Se l'iride è molto spessa può essere necessario un pretrattamento con un laser di tipo diverso, l'argon: assottiglia il tessuto, riduce la possibilità di sanguinamento e l'energia poi necessaria con il laser Nd:YAG.
Si appoggia sull'occhio una lente di contatto dedicata, che consente di mettere a fuoco con precisione la periferia dell'iride, e si applicano pochi impulsi laser fino a ottenere il passaggio. Il paziente avverte un lieve schiocco e piccole fitte, generalmente ben tollerati.
Al termine la pressione viene misurata dopo un breve intervallo, prima di lasciare l'ambulatorio.
Un breve ciclo di collirio antinfiammatorio, per alcuni giorni, per controllare la reazione infiammatoria.
Può restare annebbiata per qualche ora, per effetto del collirio e della lente. Non è consigliabile guidare subito dopo.
Si verifica a distanza che il foro sia pervio e in che misura l'angolo si sia riaperto. Non sempre si apre in modo evidente, e a volte resta chiuso: l'efficacia del foro nel prevenire l'attacco acuto di glaucoma rimane comunque presente.
Il foro può occludersi nel tempo, in genere per deposito di pigmento o reazione infiammatoria. In quel caso si riapre con una nuova seduta.
L'iridotomia è una procedura rapida e generalmente ben tollerata; le complicanze sono per lo più transitorie.
Un rialzo nelle ore successive è possibile: per questo la pressione viene controllata prima di lasciare l'ambulatorio. Se risultasse elevata, si possono prescrivere colliri e, se necessario, compresse da assumere per un periodo limitato, per riportarla nella norma.
Un modesto sanguinamento dall'iride durante il trattamento è frequente e si arresta in genere spontaneamente o con una lieve pressione della lente.
Una reazione infiammatoria nei giorni successivi è attesa e si controlla con il collirio.
In una minoranza di pazienti il foro può causare la percezione di una linea luminosa o di un alone, soprattutto se resta scoperto dalla palpebra. È uno dei motivi per cui la posizione viene scelta con attenzione.
Possibile a distanza di tempo, e risolvibile con una nuova seduta.
Dipende. In corso di attacco acuto sì, è un'urgenza. Quando invece viene proposta come prevenzione su un angolo stretto riscontrato in visita, si programma con tranquillità: non è un'emergenza, ma non va nemmeno rimandata a lungo.
Molto spesso sì. La conformazione anatomica che predispone alla chiusura dell'angolo è quasi sempre presente in entrambi gli occhi, quindi il trattamento preventivo si estende anche a quello non sintomatico.
No. È microscopico e si trova nella periferia dell'iride, in una posizione normalmente coperta dalla palpebra superiore.
L'iridotomia rimuove il meccanismo di chiusura dell'angolo, che è la causa del problema. Non esclude però che l'occhio possa avere anche una componente di glaucoma cronico che richiede terapia: per questo i controlli proseguono.
L'indicazione si stabilisce sul singolo caso, dopo aver esaminato gli esami e la storia clinica. Un secondo parere prima di un trattamento è sempre legittimo.