Pachimetria corneale

Un solo numero, che cambia il significato di tutti gli altri

⚠️ Avvertenza: Questa pagina ha scopo informativo e non sostituisce la visita specialistica. L'indicazione all'esame e l'interpretazione del referto vanno discusse di persona.

Che cos'è

La pachimetria misura lo spessore della cornea, la lente trasparente che sta davanti all'occhio. È un esame di pochi secondi, e a differenza degli altri della diagnostica del glaucoma si esegue di norma una volta sola: lo spessore corneale è una caratteristica individuale che non cambia nel tempo.

Il motivo per cui conta è indiretto ma decisivo. La pressione dell'occhio non si misura dall'interno: si stima attraverso la cornea, valutando quanta forza serve per deformarla. Una cornea più spessa oppone più resistenza e restituisce un valore più alto di quello reale; una cornea sottile fa l'opposto.

Senza conoscere lo spessore, quindi, il numero della pressione resta ambiguo. Con quel dato in mano lo si legge per quello che è: la stessa misura può voler dire cose molto diverse in due occhi diversi.

Non esiste una formula affidabile per "correggere" la pressione in base allo spessore. La pachimetria non produce un valore corretto da sostituire a quello misurato: fornisce il contesto per interpretarlo, insieme a tutto il resto del quadro clinico.

Perché conta davvero

Evita le sottostime

In una cornea sottile la pressione reale è più alta di quella misurata. Senza pachimetria si può considerare tranquillo un occhio che non lo è.

Evita le terapie inutili

All'opposto, una cornea spessa può far apparire alta una pressione che in realtà non lo è, portando a trattare chi non ne ha bisogno.

È un fattore di rischio a sé

Una cornea sottile è associata a un rischio maggiore di sviluppare glaucoma in chi ha la pressione elevata, al di là dell'effetto sulla misurazione.

Aiuta a fissare il bersaglio

Concorre a stabilire quale pressione sia sufficientemente bassa per quel particolare occhio, che è la decisione clinica centrale in questa malattia.

Come si svolge

Esistono due modi, entrambi rapidi e ben tollerati.

Con gli strumenti ottici, che sono oggi i più diffusi, non c'è alcun contatto: si appoggiano mento e fronte al supporto e la misura viene acquisita in pochi secondi, spesso insieme ad altri parametri della cornea.

Con il pachimetro a ultrasuoni si instilla prima un collirio anestetico, poi si appoggia delicatamente una piccola sonda al centro della cornea. Non si avverte dolore, solo la consapevolezza del contatto. L'occhio resta insensibile per una ventina di minuti, durante i quali è bene non strofinarlo.

Segnala sempre eventuali interventi di chirurgia refrattiva. PRK e LASIK assottigliano la cornea in modo permanente: senza questa informazione la pressione misurata risulta più bassa del reale, e l'errore si trascina per anni.

Limiti e cosa non dice

La pachimetria non dice se c'è un glaucoma. È un dato che serve a interpretare correttamente la pressione e a pesare il rischio: da sola non stabilisce né conferma nulla.

Sono state proposte formule per convertire la pressione misurata in un valore corretto per lo spessore, ma nessuna è abbastanza accurata da poter essere applicata meccanicamente al singolo paziente. Il dato si usa come contesto, non come fattore di conversione.

Anche la rigidità e la curvatura della cornea influenzano la misurazione della pressione, e non vengono catturate dalla sola pachimetria. È un altro motivo per non cercare un numero corretto definitivo.

FAQ

No. Lo spessore corneale è una caratteristica stabile: si misura una volta e il dato resta valido. Si ripete se la cornea cambia, per esempio dopo un intervento di chirurgia refrattiva o in presenza di patologie corneali.

No. Con gli strumenti ottici non c'è alcun contatto con l'occhio. Con il pachimetro a ultrasuoni si appoggia una piccolissima sonda sulla cornea, ma prima si instilla un collirio anestetico e non si avverte dolore.

No. Una cornea sottile non è una malattia ed è del tutto compatibile con occhi sani. È però un fattore che aumenta il rischio di sviluppare glaucoma in chi ha la pressione elevata, e che porta a essere più prudenti nella scelta del bersaglio pressorio.

Sì, ed è importante segnalarlo. Interventi come la PRK o la LASIK assottigliano la cornea, quindi la pressione misurata dopo l'intervento tende a risultare più bassa del valore reale. Senza questa informazione si rischia di sottostimare la pressione per anni.

Dott. Corrado Gizzi
Scritto e revisionato da
Dott. Corrado Gizzi
Medico Chirurgo · Specialista in Oftalmologia
Fellowship in Glaucoma, Moorfields Eye Hospital, Londra (2016–2019)
Responsabile del Servizio di Glaucoma, Ospedale degli Infermi di Faenza
Responsabile del Centro del Glaucoma, Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì
Oltre 20 pubblicazioni scientifiche internazionali
Ultima revisione: Il percorso completo →

Non sai se ti è mai stata misurata?

È un dato che spesso compare nei referti di visite precedenti. Se non lo trovi, si misura in pochi secondi durante la visita.

Prenota una visita Gli altri esami