Chirurgia mini-invasiva: agire sulle vie di deflusso naturali dell'occhio
MIGS è la sigla inglese per chirurgia mini-invasiva del glaucoma. Non indica un singolo intervento, ma una famiglia di procedure che hanno in comune un principio: invece di costruire una via di deflusso artificiale verso l'esterno, aiutano a funzionare meglio quella che l'occhio possiede già.
Il bersaglio è il sistema di drenaggio naturale — il trabecolato e il canale di Schlemm — su cui si interviene attraverso micro-incisioni, impiantando un micro- stent che scavalca il punto di maggiore resistenza oppure aprendo direttamente il trabecolato.
Il tratto distintivo non è tanto la dimensione dell'incisione quanto il profilo di sicurezza: non si crea una bozza filtrante, il decorso post-operatorio è breve e il recupero visivo rapido. In cambio, la riduzione pressoria ottenibile è più contenuta rispetto alla chirurgia tradizionale.
È la situazione più frequente. Se un paziente con glaucoma lieve o moderato deve operarsi di cataratta, aggiungere una MIGS attraverso la stessa incisione consente di guadagnare sul controllo pressorio senza allungare significativamente l'intervento.
Quando la pressione è accettabile ma la terapia è mal tollerata, causa irritazione cronica della superficie oculare o è difficile da assumere con regolarità.
In presenza di un danno iniziale e di un bersaglio pressorio non particolarmente basso, dove un intervento a basso rischio è preferibile a uno più aggressivo.
In occhi in cui una bozza filtrante comporterebbe rischi eccessivi, o in pazienti per cui il lungo post-operatorio della trabeculectomia non è praticabile.
L'intervento si esegue in anestesia locale e in regime di day surgery: si entra e si esce in giornata.
Il decorso somiglia a quello dell'intervento di cataratta: la vista si riprende nel giro di pochi giorni e le limitazioni sono minime.
Colliri antinfiammatori e antibiotici per un periodo breve. La terapia ipotonizzante viene rivalutata in base ai valori pressori.
Molto meno intensivi rispetto alla trabeculectomia: non c'è una bozza da modulare né suture da rimuovere.
Un piccolo sanguinamento nelle prime ore è frequente ed è atteso, perché si lavora a contatto con il canale di Schlemm. Si riassorbe da solo.
Le MIGS hanno un profilo di sicurezza favorevole, ma non sono prive di limiti — e il limite principale non è un rischio, è l'entità del risultato.
È il punto da mettere in conto prima di tutti gli altri. Se l'occhio ha bisogno di una pressione molto bassa, una MIGS difficilmente sarà sufficiente e il rischio è di ritardare un intervento più efficace.
Frequente e in genere transitorio: si lavora in un'area vascolarizzata. Può annebbiare la vista per qualche giorno prima di riassorbirsi.
Nelle prime settimane la pressione può oscillare e occasionalmente salire, richiedendo un aggiustamento temporaneo della terapia.
Se il risultato non è sufficiente o si esaurisce nel tempo, resta possibile ricorrere a una chirurgia tradizionale. Le MIGS non pregiudicano gli interventi successivi: è uno dei loro vantaggi.
Raro, ma possibile. Uno stent non correttamente posizionato può risultare inefficace e in alcuni casi richiedere una correzione.
No. Sono due strumenti per situazioni diverse. La trabeculectomia resta la scelta quando serve raggiungere una pressione decisamente bassa, tipicamente nei glaucomi avanzati o in rapida progressione. Le MIGS servono a ottenere un guadagno moderato con rischi molto contenuti.
Sì, alcune MIGS si eseguono anche da sole. Nella pratica si sfrutta però spesso l'occasione dell'intervento di cataratta, perché l'accesso è già disponibile e il beneficio si somma a quello, di per sé favorevole, che la rimozione del cristallino ha sulla pressione.
Dipende dalla situazione di partenza. Nella maggior parte dei casi è possibile ridurre il numero di colliri necessari per il glaucoma. In una percentuale inferiore di casi l'intervento consente di sospenderli del tutto, almeno per un certo periodo.
No, ed è uno dei motivi per cui sono interessanti: non modificano la congiuntiva e non pregiudicano una futura trabeculectomia o un impianto drenante.
L'indicazione si stabilisce sul singolo caso, dopo aver esaminato gli esami e la storia clinica. Un secondo parere prima di un trattamento è sempre legittimo.