MIGS

Chirurgia mini-invasiva: agire sulle vie di deflusso naturali dell'occhio

⚠️ Avvertenza: Questa pagina ha scopo informativo e non sostituisce la visita specialistica. L'indicazione al trattamento e i rischi del singolo caso vanno discussi di persona.

Che cos'è

MIGS è la sigla inglese per chirurgia mini-invasiva del glaucoma. Non indica un singolo intervento, ma una famiglia di procedure che hanno in comune un principio: invece di costruire una via di deflusso artificiale verso l'esterno, aiutano a funzionare meglio quella che l'occhio possiede già.

Il bersaglio è il sistema di drenaggio naturale — il trabecolato e il canale di Schlemm — su cui si interviene attraverso micro-incisioni, impiantando un micro- stent che scavalca il punto di maggiore resistenza oppure aprendo direttamente il trabecolato.

Il tratto distintivo non è tanto la dimensione dell'incisione quanto il profilo di sicurezza: non si crea una bozza filtrante, il decorso post-operatorio è breve e il recupero visivo rapido. In cambio, la riduzione pressoria ottenibile è più contenuta rispetto alla chirurgia tradizionale.

Le MIGS non sostituiscono la trabeculectomia: coprono una fascia diversa di pazienti. Sono la scelta quando serve un guadagno moderato con rischi minimi, non quando serve una pressione molto bassa.

Quando si propone

Insieme alla cataratta

È la situazione più frequente. Se un paziente con glaucoma lieve o moderato deve operarsi di cataratta, aggiungere una MIGS attraverso la stessa incisione consente di guadagnare sul controllo pressorio senza allungare significativamente l'intervento.

Per ridurre i colliri

Quando la pressione è accettabile ma la terapia è mal tollerata, causa irritazione cronica della superficie oculare o è difficile da assumere con regolarità.

Glaucoma lieve o moderato

In presenza di un danno iniziale e di un bersaglio pressorio non particolarmente basso, dove un intervento a basso rischio è preferibile a uno più aggressivo.

Quando la chirurgia filtrante è sconsigliabile

In occhi in cui una bozza filtrante comporterebbe rischi eccessivi, o in pazienti per cui il lungo post-operatorio della trabeculectomia non è praticabile.

Come si svolge

L'intervento si esegue in anestesia locale e in regime di day surgery: si entra e si esce in giornata.

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L'accesso
Si passa da una micro-incisione sulla cornea. Nella grande maggioranza dei casi è la stessa già utilizzata per l'intervento di cataratta: non se ne aggiunge una seconda.
2
La visione dell'angolo
Si appoggia sull'occhio una lente dedicata, che permette al chirurgo di vedere l'angolo e il trabecolato — la zona di scarico, che altrimenti resterebbe nascosta.
3
L'intervento sul deflusso
A seconda della tecnica scelta si impianta un micro-stent, che mette in comunicazione la camera anteriore con il canale di Schlemm, oppure si incide o si asporta una porzione di trabecolato per rimuovere l'ostacolo al deflusso.
4
La chiusura
Non servono suture particolari e non si crea alcuna bozza sotto la congiuntiva. Rispetto alla sola cataratta, il tempo aggiuntivo è di pochi minuti.

Dopo il trattamento

Recupero rapido

Il decorso somiglia a quello dell'intervento di cataratta: la vista si riprende nel giro di pochi giorni e le limitazioni sono minime.

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La terapia

Colliri antinfiammatori e antibiotici per un periodo breve. La terapia ipotonizzante viene rivalutata in base ai valori pressori.

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I controlli

Molto meno intensivi rispetto alla trabeculectomia: non c'è una bozza da modulare né suture da rimuovere.

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Sangue in camera anteriore

Un piccolo sanguinamento nelle prime ore è frequente ed è atteso, perché si lavora a contatto con il canale di Schlemm. Si riassorbe da solo.

Rischi e limiti

Le MIGS hanno un profilo di sicurezza favorevole, ma non sono prive di limiti — e il limite principale non è un rischio, è l'entità del risultato.

È il punto da mettere in conto prima di tutti gli altri. Se l'occhio ha bisogno di una pressione molto bassa, una MIGS difficilmente sarà sufficiente e il rischio è di ritardare un intervento più efficace.

Frequente e in genere transitorio: si lavora in un'area vascolarizzata. Può annebbiare la vista per qualche giorno prima di riassorbirsi.

Nelle prime settimane la pressione può oscillare e occasionalmente salire, richiedendo un aggiustamento temporaneo della terapia.

Se il risultato non è sufficiente o si esaurisce nel tempo, resta possibile ricorrere a una chirurgia tradizionale. Le MIGS non pregiudicano gli interventi successivi: è uno dei loro vantaggi.

Raro, ma possibile. Uno stent non correttamente posizionato può risultare inefficace e in alcuni casi richiedere una correzione.

FAQ

No. Sono due strumenti per situazioni diverse. La trabeculectomia resta la scelta quando serve raggiungere una pressione decisamente bassa, tipicamente nei glaucomi avanzati o in rapida progressione. Le MIGS servono a ottenere un guadagno moderato con rischi molto contenuti.

Sì, alcune MIGS si eseguono anche da sole. Nella pratica si sfrutta però spesso l'occasione dell'intervento di cataratta, perché l'accesso è già disponibile e il beneficio si somma a quello, di per sé favorevole, che la rimozione del cristallino ha sulla pressione.

Dipende dalla situazione di partenza. Nella maggior parte dei casi è possibile ridurre il numero di colliri necessari per il glaucoma. In una percentuale inferiore di casi l'intervento consente di sospenderli del tutto, almeno per un certo periodo.

No, ed è uno dei motivi per cui sono interessanti: non modificano la congiuntiva e non pregiudicano una futura trabeculectomia o un impianto drenante.

Dott. Corrado Gizzi
Scritto e revisionato da
Dott. Corrado Gizzi
Medico Chirurgo · Specialista in Oftalmologia
Fellowship in Glaucoma, Moorfields Eye Hospital, Londra (2016–2019)
Responsabile del Servizio di Glaucoma, Ospedale degli Infermi di Faenza
Responsabile del Centro del Glaucoma, Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì
Oltre 20 pubblicazioni scientifiche internazionali
Ultima revisione: Il percorso completo →

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