Una bozza filtrante ottenuta con un intervento più semplice e standardizzato
MIBS sta per chirurgia di bozza mini-invasiva. È una categoria intermedia fra le MIGS e la trabeculectomia, e il modo più chiaro di collocarla è guardare dove va a finire l'umore acqueo.
Le MIGS restano all'interno delle vie naturali dell'occhio. Le MIBS, come la trabeculectomia, portano invece il liquido sotto la congiuntiva, formando una bozza filtrante: è questo che consente riduzioni pressorie maggiori rispetto alle MIGS.
La differenza rispetto alla trabeculectomia sta nel modo in cui questa via viene creata. Non si confeziona uno sportello sclerale né si eseguono suture da regolare: si impianta un dispositivo di calibro predefinito, sottile come un capello, che attraversa la parete dell'occhio e stabilisce da solo quanto liquido può passare.
Quando il bersaglio pressorio è troppo ambizioso per una MIGS, ma si preferisce evitare l'impegno chirurgico e post-operatorio della trabeculectomia.
In presenza di un danno moderato che richiede un controllo pressorio serio, in occhi con congiuntiva ancora integra.
L'impianto può essere eseguito insieme alla cataratta, se il target pressorio da raggiungere lo consente.
In pazienti per cui i controlli molto ravvicinati e prolungati richiesti dalla trabeculectomia sarebbero difficili da sostenere.
L'intervento si esegue in anestesia locale e in regime di day surgery: si entra e si esce in giornata.
Occhio arrossato e visione annebbiata, come in ogni chirurgia filtrante. La bozza si forma e si assesta nell'arco delle prime settimane.
Colliri antinfiammatori e antibiotici a scalare, con uno schema prolungato: serve a contenere l'infiammazione che favorisce la cicatrizzazione.
Ravvicinati nei primi mesi, per valutare la bozza e intervenire tempestivamente se mostra segni di chiusura.
Non strofinare l'occhio, non sollevare pesi importanti, evitare piscina e ambienti polverosi nelle prime settimane. Le indicazioni precise vengono date alla dimissione.
Le MIBS condividono con la trabeculectomia i rischi legati alla presenza di una bozza filtrante, in forma generalmente più contenuta.
È l'evenienza più frequente, come in tutte le chirurgie filtranti: l'organismo tende a richiudere la via creata. Si contrasta con l'antimetabolico durante l'intervento e, se necessario, con una manovra ambulatoriale di revisione della bozza.
Meno frequente rispetto alla trabeculectomia, grazie al calibro predefinito del dispositivo, ma possibile soprattutto nella fase iniziale.
Il rovescio della medaglia del calibro fisso: se il deflusso risulta insufficiente non si può aumentarlo agendo sulle suture, come si farebbe in una trabeculectomia.
Perdita di liquido o, molto raramente, infezione. Come per la trabeculectomia, un occhio rosso e dolente con calo visivo, anche a distanza di anni, richiede una valutazione immediata.
Il dispositivo può risultare mal posizionato o ostruirsi, richiedendo una correzione chirurgica.
Entrambe creano una bozza filtrante sotto la congiuntiva. La trabeculectomia lo fa costruendo uno sportello sclerale con suture regolabili, che permettono di modulare il deflusso dopo l'intervento; le MIBS impiantano un dispositivo di calibro fisso, che rende il flusso più prevedibile ma non regolabile. La trabeculectomia consente in media riduzioni pressorie maggiori.
Le MIGS lavorano dentro le vie di deflusso naturali e non formano alcuna bozza: sono più sicure ma abbassano meno la pressione. Le MIBS portano il liquido sotto la congiuntiva, quindi ottengono di più, al prezzo di un post-operatorio più attento.
Sì, ed è proprio ciò che fa funzionare l'intervento. Si trova sotto la palpebra superiore e in condizioni normali non è visibile a occhio nudo.
No. Serve una congiuntiva integra, quindi non è indicata negli occhi già sottoposti a chirurgie che l'hanno cicatrizzata: in quei casi il riferimento resta l'impianto drenante.
L'indicazione si stabilisce sul singolo caso, dopo aver esaminato gli esami e la storia clinica. Un secondo parere prima di un trattamento è sempre legittimo.