Il glaucoma è ereditario? Cosa fare se un familiare ne soffre

Avere un genitore o un fratello con glaucoma aumenta il rischio di svilupparlo. Perché succede, quando iniziare i controlli, cosa comprende lo screening.

14 agosto 2026

⚠️ Avvertenza: Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce la visita specialistica. Per la tua situazione specifica, rivolgiti al tuo oculista.

Quando diagnostico un glaucoma, una delle prime domande che ricevo riguarda i figli. È una preoccupazione fondata: la familiarità è uno dei fattori di rischio più importanti per questa malattia, ed è anche uno dei pochi su cui si può agire in anticipo.

La buona notizia è che sapere di essere a rischio cambia davvero le cose. Il glaucoma non si previene, ma si intercetta — e intercettarlo presto è tutto.

Perché il glaucoma corre nelle famiglie

Il glaucoma non è una malattia ereditaria nel senso stretto del termine: non esiste un singolo gene che, se presente, la determina con certezza. Quello che si eredita è una predisposizione, il risultato di più caratteristiche che passano di generazione in generazione.

Contano la conformazione del nervo ottico e la sua resistenza alla pressione, la struttura delle vie di deflusso dell'umore acqueo, lo spessore della cornea, la profondità della camera anteriore. Sono tratti anatomici che si trasmettono come si trasmettono il colore degli occhi o la statura.

Il risultato pratico è che chi ha un parente di primo grado con glaucoma — un genitore, un fratello, una sorella — ha un rischio nettamente più alto rispetto alla popolazione generale di sviluppare la malattia nel corso della vita.

Il problema del glaucoma silenzioso

Se questo rischio non venisse mai riconosciuto, la questione sarebbe comunque marginale. Il punto è che il glaucoma cronico non dà sintomi finché il danno non è avanzato.

Non fa male. Non annebbia la vista al centro. Non provoca arrossamento. Il campo visivo si restringe dalla periferia, molto lentamente, e il cervello compensa la parte mancante con le informazioni dell'altro occhio e con quello che si aspetta di vedere. Ci si accorge del problema quando la perdita è già consistente — e quel danno non si recupera.

Questo è il motivo per cui lo screening in chi ha familiarità è così importante: è l'unico modo per trovare la malattia mentre è ancora completamente asintomatica.

Da quando iniziare i controlli

L'indicazione generale è di anticipare l'inizio dei controlli rispetto alla popolazione generale, e di ripeterli con regolarità anche quando risultano normali.

Un elemento utile da considerare: se il familiare affetto ha avuto una diagnosi precoce o una forma particolarmente aggressiva, questo può giustificare un monitoraggio ancora più anticipato. Vale la pena, quando possibile, sapere a che età è stato diagnosticato e come è andata la sua malattia — è un'informazione che orienta.

La frequenza dei controlli successivi dipende da cosa emerge alla prima visita. Se tutti i parametri sono nella norma, un controllo periodico è sufficiente; se ci sono elementi di sospetto, si stringe.

Cosa comprende una visita di screening

Una visita mirata al glaucoma non si esaurisce nella misurazione della pressione oculare. Quel dato da solo è insufficiente: esistono glaucomi che progrediscono con valori apparentemente normali, e persone con pressione elevata che non sviluppano mai la malattia.

L'esame che conta davvero è la valutazione del nervo ottico, integrata da esami strumentali che permettono di misurare oggettivamente lo spessore delle fibre nervose e di confrontarlo nel tempo. Si valuta inoltre l'angolo di deflusso, per distinguere le forme ad angolo aperto da quelle ad angolo chiuso, e lo spessore corneale, che influenza la lettura della pressione. Nei casi sospetti, l'inquadramento può richiedere anche un esame del campo visivo, per verificare se il danno al nervo ottico si sia già tradotto in una perdita funzionale.

L'obiettivo della prima visita, in una persona senza sintomi, non è solo dire "c'è" o "non c'è". È stabilire un punto di partenza — una fotografia dettagliata del nervo ottico a cui confrontare tutti i controlli successivi. È il confronto nel tempo, più del singolo esame, a rivelare una malattia che progredisce.

Cosa dire ai familiari

Se hai ricevuto una diagnosi di glaucoma, l'indicazione più utile che puoi dare ai tuoi familiari è semplice: fate una visita oculistica specificando che c'è familiarità per glaucoma. Questa precisazione cambia il tipo di visita che verrà eseguita.

Non è un allarme. La maggior parte dei familiari di pazienti con glaucoma non svilupperà mai la malattia. Ma per quelli che la svilupperanno, essere stati controllati per tempo fa la differenza fra una malattia gestita e una vista compromessa.

Dott. Corrado Gizzi
Scritto e revisionato da
Dott. Corrado Gizzi
Medico Chirurgo · Specialista in Oftalmologia
Fellowship in Glaucoma, Moorfields Eye Hospital, Londra (2016–2019)
Responsabile del Servizio di Glaucoma, Ospedale degli Infermi di Faenza
Responsabile del Centro del Glaucoma, Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì
Oltre 20 pubblicazioni scientifiche internazionali
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